Mille e più motti

Cosa ci insegna la vita... testamento spirituale di un libero pensatore

Numero3711.

 

C A M B I A M E N T O

 

Pensaci, a volte, resti

come e dove sei,

soltanto perché

cambiare fa paura.

Poi arriva un momento

in cui capisci che

lo “status quo” non

è più vivere davvero.

E allora cambi strada,

forse, non perché tutto

ti risulta più chiaro,

ma perché senti che

è proprio giusto farlo.

Se finora hai vissuto,

rinunciando al bello

che la vita ti può dare,

per accumulare crediti

che per te non potrai

mai esigere, anche se

li hai davvero meritati,

allora devi ricominciare

tutto daccapo, ma

non avrai più tempo.

La tua vita è tua, non

appartiene agli altri.

La tua felicità, se c’è,

è qui, adesso: goditela.

 

@Dentroilvivere

Numero3710.

 

S T U P I D I T A’

 

Socrate disse:

“Le persone intelligenti imparano tutto da tutti.
Le persone nella media imparano dalle proprie esperienze.
Le persone stupide pensano di avere già tutte le risposte”.

Il fatto è che le persone più stupide che conosco non smettono mai di parlare, mentre le persone intelligenti che conosco non smettono mai di farsi domande.

Ricorda: non esistono domande stupide, esistono solo stupidi che non fanno domande.

 

da YouTube

Numero3709.

 

I L    T E M P O

 

Il tempo è lento, quando stai aspettando.

Il tempo è veloce, quando sei in ritardo.

Il tempo è mortale, quando sei triste.

Il tempo è breve, quando sei felice.

Il tempo è senza fine, quando stai soffrendo.

Il tempo è lungo, quando ti stai annoiando.

 

Di volta in volta, il tempo è determinato dai tuoi sentimenti e dalle tue condizioni psicologiche, non dagli orologi.

E allora, goditi il tempo migliore. Sempre.

 

@DailyRemainder1

 

N.d.R. :  Albert Einstein ha dimostrato, con la Teoria della Relatività, che il tempo è una “convenzione”, una “invenzione”, e anche una “convinzione”, umana.

Numero3708.

 

S E I    Q U E L L O    C H E    F A I

 

La tua identità si forma attraverso e dipende da ciò che pratichi ripetutamente.

Ripetere un comportamento lo rende parte di te.

Le abitudini quotidiane costruiscono auto-percezione e creano sicurezza interna.

Ogni azione rafforza l’immagine che hai di te stesso.

Non diventi ciò che desideri razionalmente, ma ciò che ripeti continuamente.

Il tuo carattere è la somma delle tue azioni ripetute, anche quelle inconsapevoli.

E allora.

Non odiare: la negatività ritrova sempre la strada di casa.

Sorridi e sii grato: la gioia attira fortuna.

Sii il primo a tendere la mano: la benignità torna come una benedizione.

Fare del male accumula peso nell’anima, donare benessere accumula fortuna.

Tieni la casa in ordine: la fortuna ama l’armonia.

Guarda il lato positivo delle cose: la vita segue i tuoi pensieri.

E, soprattutto, credi in te stesso. Sempre.

 

Ispirato a @ilmegliodeilibri  e  #healing soul music

Numero3707.

 

P E N S I E R I    P E R    S O G N I

 

Ad un certo punto, smetti

di combattere per

far funzionare qualcosa,

non perché non ci

credi più, ma perché inizi

a credere più in te.

Capisci che non è rotto,

è diventato stretto,

e la tua vita non è un posto

dove stai per dovere,

ma è un posto in cui puoi

respirare per scelta.

Inizia il tuo domani, come

si inizia a guarire,

smettendo di tenere stretto

ciò che ti fa male,

lasciando andare il fardello

delle aspettative,

dei rimpianti, delle persone

che ti chiedono

di spegnerti per restare, fai

spazio a ciò che

ti rende più vera, più tua.

Se non nella realtà,

almeno, in un bel sogno.

Numero3706.

 

L’  I N C O N S C I O

 

C’è una verità nell’essere umano che Sigmund Freud aveva capito più di un secolo fa e che, oggi, forse, preferiamo ignorare.

Secondo Freud l’uomo non è guidato solo dalla ragione.

Sotto la superficie lucida delle nostre decisioni, esiste un mondo nascosto, un oceano profondo: l’inconscio.

Lì dentro si agitano desideri, impulsi, paure, bisogni che non abbiamo mai soddisfatto.

E tutto ciò che non vogliamo vedere non scompare, semplicemente si trasforma.

Freud la chiamava repressione.

Ciò che confiniamo nell’inconscio, che è negato, giudicato o rifiutato non sparisce, viene spazzato e spinto sotto il tappeto della coscienza.

Ma l’inconscio non resta in silenzio, trova sempre un modo per riaffiorare.

Ritorna nei nostri sogni, in quelle strane storie che ci raccontiamo di notte.

Riappare nei lapsus, quelle parole che ci scappano e sembrano tradire i nostri veri pensieri.

Riappare nei nostri comportamenti che continuiamo a ripetere, senza capire il perché.

Una frase un po’ provocatoria, appartenente alla psicologia freudiana, dice:
“Chi manca di qualcosa, tende a parlarne troppo”.

È un cliché, un meccanismo umano.

Quando una parte di noi non è accettata, cerca attenzione, prova ad esprimersi.

Freud non invitava a reprimere ancora di più ma, al contrario, invitava alla consapevolezza.

Capire cosa si muove dentro di noi significa ridurre quel conflitto interiore che ci consuma le energie.

Non si tratta di giudicare i nostri impulsi e le nostre mancanze.

Si tratta di riconoscerli, di dargli un nome.

Ciò che resta nell’ombra finisce per guidare la nostra vita senza che ce ne accorgiamo.

E, forse, la vera maturità non sta nell’apparire perfettamente controllati e razionali, ma nel riconoscere ed accettare tutto ciò che abita davvero dentro di noi.

 

da YouTube

Numero3705.

 

P S I C O L O G I A    D E L L A    C O P P I A

 

Tendi ad attirare partner che ricreano traumi vissuti nell’infanzia?

Se hai bisogno di rassicurazioni costanti, probabilmente hai uno stile di attaccamento ansioso.

Ignorarti è una strategia di potere. È pensata per attrarre attenzione.

Ci innamoriamo delle persone che possiedono le caratteristiche che ci mancano.

Ti sei adagiata su una disfunzione familiare mascherata d’amore?

 

Numero3704.

 

R I F L E S S I O N E    P R E V E N T I V A

 

Molti errori non nascono dall’ignoranza, ma dalla fretta.

Quando reagisci senza riflettere, entri in modalità automatica

e ripeti schemi già visti. La riflessione preventiva è una

pausa strategica: ti permette di vedere ciò che sta per accadere

prima che accada. Non è esitazione, è lucidità anticipata.

Fermarti qualche secondo può evitare conseguenze che poi

sembrerebbero inevitabili. Pensare in anticipo significa

valutare rischi, alternative, impatti. È un vantaggio silenzioso

che protegge le tue decisioni. Chi riflette prima agisce

meglio dopo. E, nel tempo, questa abitudine riduce errori

ripetuti e aumenta la qualità delle scelte. Oggi, prima

di decidere, fermati e chiediti cosa potrebbe andare storto.

 

@ilmegliodeilibri

Numero3703.

 

L’ A M O R E     È    C O M E    U N A    F A R F A L L A

 

Se lo insegui con troppa forza, vola via.

Se cerchi di stringerlo, si spezza.

Ma se resti fermo, se impari ad avere pazienza, può posarsi su di te.

L’amore non ama il controllo, ama la libertà

Non si trattiene con la paura, ma con la delicatezza.

E, quando arriva, non fare rumore.

Respira e … custodiscilo.

 

#shortsitalia

Numero3702.

 

U O M O    M A T U R O

 

Tutte le donne, in particolare le ragazze giovani, non cercano un “padre”, cercano un “baricentro”.

Viviamo in un’epoca di uomini perennemente connessi ma emotivamente distratti, ragazzi che non sanno prendere una decisione senza consultare un gruppo WhatsApp o che spariscono al primo accenno di profondità: sono psicologicamente terrorizzati dal silenzio.

L’uomo maturo, quello vero, offre il lusso della “presenza”.

La maturità non è un dato anagrafico, è una postura mentale.

Una donna giovane, ma anche una matura, è attratta da chi ha già fatto a pugni con i propri fallimenti e ne è uscito con qualche cicatrice, ma senza perdere il sorriso.

È la differenza tra chi cerca di impressionare con i fuochi d’artificio e chi, invece, sa accendere un fuoco che scalda davvero.

Il punto non è quanto sei “vecchio”, ma quanta consapevolezza hai accumulato.

Se un uomo maturo si comporta come un adolescente in crisi d’identità, risulterà solo patetico.

Se invece incarna quella calma di chi non deve più dimostrare nulla al mondo, diventa magnetico.

La giovinezza è energia pura, ma spesso è caotica e inespressiva; la maturità è quella forza tranquilla che sa incanalare quell’energia in qualcosa di memorabile.

Quindi, alle donne di tutte le età e, specialmente, alle ragazze giovani piace l’uomo maturo?

Sì, ma solo se quell’uomo è stato capace di trasformare i suoi anni in “carattere”. Non è la pelle liscia che cercano, è lo sguardo di chi sa dove sta andando e, soprattutto, sa come portarti con sé senza farti sentire smarrita.

Alla fine, chiediti: sei un uomo che offre certezze o sei solo uno che sta invecchiando aspettando che qualcuno gli dia conferma di esistere?

La risposta che darai a te stesso cambierà radicalmente il modo in cui gli altri ti guarderanno.

 

 

Numero3699.

 

P A R L A N D O    A    M E    D I    M E

 

Io non voglio cancellare il mio passato

perché, nel bene e nel male,

mi ha reso quello che sono oggi.

Anzi, ringrazio chi mi ha fatto

scoprire l’amore e il dolore,

chi mi ha amato e usato, chi mi

ha detto “Ti voglio bene” credendoci,

e chi, invece, lo ha dissimulato,

solo per i suoi sporchi comodi.

E poi ringrazio me stesso per

aver trovato sempre la forza di

rialzarmi e andare avanti, sempre.

Numero3698.

 

A M O R E    I N C O N D I Z I O N A T O

 

Si dice che, nella vita,

se hai fatto del bene,

ti torna tutto e di più.

Io credo che, se tu fai

del bene, non torna

nulla, ma resta quello

che hai dato col cuore:

amore incondizionato.

Tu non aspettarti nulla

mai da nessuno, però

ricorda sempre questo:

Il bene che tu hai dato

è l’impronta che avrai

lasciato nella vita di

chi da te l’ha ricevuto.

Numero3697.

 

A N C H E    S E    N O N    È   A N C O R A

A R R I V A T A    L A    M I A    O R A

 

TESTIMONIANZA   SPIRITUALE

DI   ALBERTO

AUTORE   DI   QUESTO   BLOG

 

Meditazione interiore sul vivere, pensare e morire

Vivere non è accumulare anni, eventi, traguardi. È abitare la propria coscienza giorno per giorno, riconoscere il proprio limite, e restarvi fedeli senza rimpianti.

Vivere è camminare nel tempo sapendo di non possederlo, lasciare che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio abbia il peso giusto e la leggerezza dell’essenziale.

Io non ho cercato il rumore, ma la verità sobria delle cose, l’armonia discreta tra il pensiero e l’azione, la bellezza muta di chi fa senza pretendere, di chi dona senza chiedere nulla in cambio.

Vivere, per me, è stare, con onestà e coerenza, nella porzione di mondo che mi è stata data. E renderla un po’ più chiara, anche solo con un pensiero limpido.

 

Ho pensato non per possedere il mondo, ma per non lasciarmi possedere da illusioni.

Il pensiero è stato il mio strumento di verità, la mia difesa contro il facile, il vuoto, il già detto.

Non ho mai usato il pensiero per costruire torri, ma per discendere in me stesso, e trovare lì non certezze assolute, ma coerenza interiore.

Pensare, per me, è stato un atto di rispetto verso l’essere, un modo per rendere onore a ciò che esiste senza pretendere spiegazioni.

E nella solitudine del pensiero, ho trovato compagnia: quella di chi, nel passato e nel futuro, condivide il mio stesso bisogno di luce.

 

Morire non è spegnersi, ma restituirsi. Non è un’ingiustizia, ma un atto naturale della coscienza che si ritira, non per fuggire, ma per ricongiungersi.

Non mi interessa sopravvivere nei nomi, nelle immagini, nei ricordi. Mi basta sapere che ciò che ho compreso non va perduto, ma si riversa, come linfa, nel campo più vasto dell’umano.

La morte non è fine, ma dissoluzione dell’individuo nel Tutto da cui proviene. Non c’è nulla da temere in ciò che è necessario, e nulla da rimpiangere quando si è stati coscienti fino in fondo.

Morire è congedarsi in silenzio, come si fa quando si è detto tutto senza gridare. E il mio congedo sarà discreto, ma pieno di verità.

Epílogo

Ho vissuto. Ho pensato. Ho amato il mondo non per ciò che mi ha dato, ma per ciò che mi ha insegnato.

E quando sarà ora, semplicemente, mi ritirerò, con la stessa sobria dignità con cui sono venuto.

Grazie.